IL LIBRO DA POSSEDERE


Prima. Donna

Margaret Bourke-White

CONTRASTO   € 35.oo


Edito in occasione della mostra allestita a Palazzo Reale di Milano, a cura di Alessandra Mauro, con un centinaio di fotografie iconiche di una delle più grandi fotografe di sempre, il libro segue la progressione per tematiche scelta per l’esposizione. Le immagini provengono dall’archivio di LIFE.

Guardando le fotografie di Margaret Bourke-White si stenta a credere che siano state scattate prevalentemente negli anni ’30 e ’40 e ancor di più che siano opera di una donna, la prima, appunto.  Egocentrica al punto giusto, forse in verità solo consapevole della sua enorme abilità, visionaria quanto le bastava per cogliere ciò che altri non vedevano, capace di sintetizzare una storia in pochi, straordinari scatti.  Non sempre ben voluta da colleghi superati in bravura e tempismo, ma apprezzata dal pubblico che vedeva i suoi scatti su LIFE. Volitiva e pronta a qualsiasi sforzo e rischio per raggiungere il risultato. vestiva quasi sempre con un soprabito rosso vivo, un look assai poco ‘fotografico’ e anche in questo si distingueva.


Prima donna fotografa di LIFE, nel 1929. Prima a entrare in fonderia ad affrontare il calore delle fornaci per lasciarcene testimonianza con fotografie industriali quanto artistiche. Prima nel documentare le depressione degli anni ’30 nel Sud degli Stati Uniti, prima anche di Walker Evans e Dorothea Lange. Prima nell’essere aspramente criticata per le sue fotografie che vennero definite ‘forzate’ (invidia o verità ?). Prima a documentare l’Unione Sovietica e lo sviluppo dei piani quinquiennali dei soviet. Prima a scendere in miniera coi minatori neri sudafricani e ancora una volta prima donna ad entrare in un campo di concentramento nazista, Buchenwald, per documentarne l’orrore, senza farsi sopraffare. Se non prima, tra le prime donne più pagate d’America.  Prima, infine, anche nel trovare il coraggio di superare la sua innata eleganza e farsi ritrarre, malata e segnata dalla sofferenza, quando il Parkinson, contro cui lottava da anni stava per avere il sopravvento.

Mai titolo per un libro fu più azzeccato. Prima e Donna riassumono i pregi di una fotografa non tanto conosciuta e apprezzata quanto meriterebbe. Un libro che dovrebbe trovare posto sugli scaffali di ogni innamorato della fotografia, per il suo valore storico, ma anche per la qualità delle fotografie. Purtroppo la qualità di stampa non è elevatissima, ma vale (almeno per me) lo stesso principio della tecnica fotografica: meglio un buon prodotto con una tecnica non eccelsa di una perfezione tecnica fine a se stessa.


U.S.






















© Oscar Graubner / The LIFE Images Collection via Getty